Sanzioni privacy, l'ultima parola spetta al giudice
La Cassazione, con l’ordinanza 27189/2023, ha stabilito alcuni principi fondamentali per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie in materia di protezione dei dati personali ai sensi del GDPR. Gli ermellini hanno stabilito che il giudice ha il potere di annullare, modificare o rideterminare l’entità della sanzione irrogata dal Garante, in modo che sia adeguata alla gravità della violazione.
La pronuncia risulta particolarmente rilevante poiché la Corte afferma i seguenti principi di diritto:
-> l’art. 83 GDPR prevede e disciplina le condizioni generali per irrogare sanzioni amministrative pecuniarie in relazione alla specificità, effettività e proporzionalità del singolo caso concreto;
-> il totale della sanzione inflitta non può superare l’importo specificato per la violazione più grave;
-> il giudice, anche nelle controversie in materia di protezione dei dati personali, può annullare in tutto o in parte il provvedimento o modificarlo anche limitatamente all’entità della sanzione dovuta, determinata in misura non inferiore al minimo edittale
